La parabola dell’acquedotto


C’erano una volta,

in un villaggio, in un tempo lontano, due grandi amici:  Paolo e Bruno.

Grandi lavoratori, vivevano però di lavori saltuari, perché il loro villaggio era molto povero e molte volte non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena.

Gli abitanti del villaggio, per approvvigionarsi di acqua, si recavano al fiume vicino, con notevoli disagi, tanto che il capo del villaggio decise di far costruire un grande serbatoio.

Paolo e Bruno ebbero l’incarico di trasportare l’acqua dal fiume al serbatoio e sarebbero stati pagati con un soldo per ogni secchio d’acqua trasportato.

Paolo e Bruno erano felicissimi d’avere finalmente un lavoro stabile che avrebbe consentito loro di vivere senza problemi.

Ben presto, però, la fatica si fece sentire e, dopo lunga riflessione, a Paolo venne un’idea: “E se costruissimo un acquedotto per portare l’acqua direttamente dal fiume al serbatoio?”.

Mise al corrente Bruno dell’idea, ma Bruno, corto di vedute e timoroso, non riuscì a capire la grandezza di quel progetto.

Paolo, invece, più ci pensava e più si convinceva e allora, dopo un ultimo tentativo con Bruno, prese la decisione di farlo da solo.

Paolo si rendeva conto che sarebbe stato durissimo, avrebbe dovuto trasportare secchi di giorno e costruire l’acquedotto di notte, ma si fece forza.

La costruzione dell’acquedotto

Si procurò gli attrezzi e cominciò l’opera: il lavoro era pesantissimo.

Paolo ebbe più volte momenti duri e fu vicino a rinunciare, ma aveva la visione dell’acquedotto finito, di ciò che avrebbe significato:

la fiducia che ne scaturiva gli faceva sentire di meno la fatica e gli dava la forza per andare avanti.

Col passare del tempo Paolo era sempre più stanco, ma sempre più contento perché il suo acquedotto cresceva.

Bruno e i suoi amici si prendevano gioco di lui sicuri che non ce l’avrebbe fatta, ma Paolo continuava senza posa nel suo lavoro, vedendo il suo obiettivo, sicuro che lo avrebbe raggiunto con le relative sue rivincite. Arrivò il giorno in cui Paolo mise l’ultima pietra sull’acquedotto e venne il giorno dell’inaugurazione.

Il capo villaggio e tutti i notabili erano presenti per l’evento.

Paolo tolse le barriere e l’acqua si riversò dal fiume alla cisterna che cominciò a riempirsi.

Paolo diventò così l’uomo più ammirato del villaggio: adesso poteva realizzare tanti guadagni senza lavorare e tutti i suoi sogni.

Bruno, dal canto suo, perse addirittura il lavoro e torno a vivere di lavoretti come prima, mentre si struggeva nel rimpianto di non aver capito la proposta del suo amico Paolo.

Quest’ultimo, però, ebbe un’altra idea per aiutare il suo amico e gliela comunicò: “Cosa ne pensi se noi andassimo nel villaggio vicino per proporre al capo di costruire un acquedotto anche per il suo villaggio? Naturalmente il lavoro lo faresti tu, io, con l’esperienza che ho acquisito, ti aiuterei nel caso si presentassero problemi. Il capo villaggio pagherebbe te, in base all’acqua che dal fiume passa alla cisterna e tu daresti a me una piccola percentuale”.

La costruzione del secondo acquedotto

Bruno accettò senza dubbi, questa volta vide l’opportunità che gli veniva proposta e insieme andarono dal capo del villaggio vicino.

Bruno impiegò molto meno tempo di Paolo nella costruzione del  nuovo acquedotto, perché disponeva di più tempo e si avvaleva dell’esperienza di Paolo.

Anche Bruno, ebbe così tanti soldi per poter realizzare i suoi sogni e non chiedeva niente altro.

Paolo era molto più ambizioso, con una mente più aperta e continuava ad evolvere il suo business.

Ebbe un’altra idea: andare in altri villaggi a cercare altre persone disposte a fare acquedotti e a versare a Paolo e a Bruno una percentuale sui guadagni ricavati.

La comunicò come sempre a Bruno e questi, ormai estremamente fiducioso del suo amico, accettò, come, ormai,  tutto quello che il suo amico gli proponeva, con entusiasmo. Iniziarono così a far visita ai vari villaggi della regione; molti non fiutavano l’opportunità e rifiutavano l’offerta, altri, più lungimiranti, accettavano con entusiasmo.

Fu così, che acquedotto dopo acquedotto, Paolo e Bruno diventarono sempre più ricchi e si arricchirono anche quelli che avevano creduto nella loro proposta.

I poco accorti e svegli che avevano rifiutato l’offerta si ritrovarono a vivere la solita, dura e senza sogni, vita di prima.

La domanda che ci si deve porre dopo aver letto la parabola è questa:

Stai costruendo il tuo acquedotto o vuoi portare i secchi per tutta la vita?

La Parabola dell’acquedotto viene utilizzata da anni in molti percorsi formativi di educazione finanziaria ed il messaggio è evidente.

Costruire acquedotti è sinonimo di lavorare con intelligenza finanziaria, creando redditi passivi automatici.

Portare i secchi è il duro lavoro, fatto senza spesso coprirne neppure i costi entrando così nella corsa del topo.